Black out, David Berti e Gaetano Insabato

SINOSSI

Renzo, giornalista alla continua ricerca della verità che si cela dietro i più inquietanti e drammatici eventi che caratterizzano i nostri giorni. Mary, medico impegnato in missioni umanitarie sempre in viaggio in Paesi a rischio, dove la barbarie sembra aver preso il posto della civiltà. Entrambi i protagonisti, sulla soglia dei quaranta e delusi da relazioni fallimentari, sono accomunati dall’amore per il loro lavoro e da un’indefinibile inquietudine esistenziale. Due vite parallele destinate a non incontrarsi, se un Blackout, apparentemente casuale, non le portasse letteralmente a scontrarsi, all’aeroporto di Fiumicino, poco prima dell’imbarco di Renzo per New York e di Mary per la Siria. Un viaggio che da Firenze, dove entrambi vivono, passando per la splendida terra di Maremma, li condurrà in luoghi affascinanti e misteriosi, come la meravigliosa Istanbul. Un enigma, pervenuto a Mary per mezzo di un anziano pescatore e a Renzo tramite una cartomante, legherà il loro destino. Sullo sfondo la bellissima isola d’Elba e la leggenda dell’innamorata di Capoliveri, che per mezzo di un trascendente filo che congiunge insieme passato e futuro, sembra risolversi nella storia presente dei nostri personaggi. Cosa spinge realmente Renzo ad andare a New York e quale verità sta cercando, nascosta dietro i più sanguinosi conflitti che affliggono il nostro pianeta?

RECENSIONE
Ci sono romanzi che toccano corde così profonde che sembrano chiamarci per nome. Questo è quello che accade con “Black out”, un libro originale in cui coesistono sapientemente elementi appartenenti a diversi generi letterari, argomenti che mettono in luce il grande bagaglio culturale dei due giovani scrittori e che coinvolgono il lettore in un turbinio di emozioni e sensazioni.
La narrazione si svolge con alternanze spazio-temporali: da un lato ci sono Renzo e Mary, figli della contemporaneità: lui giornalista alla ricerca della verità sugli interessi che regolano le dinamiche economiche, finanziarie, politiche e sociali globali, lei donna ispirata e convinta, medico in missione umanitaria in Siria, dall’altro lato il romanzo si dispiega a Capoliveri nel cinquecento con la storia di Lorenzo e Maria.
In tutto il libro traspare un messaggio di speranza e positività perché se è vero che in alcuni momenti della nostra vita possiamo sentirci a disagio, con lo stesso senso di soffocamento che attanaglia Renzo e Mary, è anche vero che seguendo il nostro cuore e imparandolo ad ascoltare dovremmo riuscire a trovare la nostra pace interiore.
In questo romanzo sia Mary che Renzo ci dimostrano come questo sia possibile: nel loro senso di malessere e di vuoto riescono a trovare una ragione per andare avanti. Il ragazzo la trova partendo per New York alla ricerca di notizie libere, indipendenti e oggettive sfidando le convenzioni e restando fedele a se stesso mentre Mary ricerca se stessa partendo per la Siria, mettendo a disposizione le sue competenze per salvare la gente di quei posti. Attraverso il viaggio intrapreso dai due ragazzi, gli autori pongono il lettore di fronte alla nuda e cruda realtà: la situazione difficile in cui i medici si trovano ad operare in Siria, il problema del latte in polvere, del traffico di organi, il progetto HAARP e di come i potenti del mondo influenzino le nostre vite senza che noi ce ne accorgiamo.
“Black out” è per me un libro poliedrico perché se da un lato c’è la storia d’amore capace di far sognare ad occhi aperti i più romantici attraverso le immagini suggestive dell’isola d’Elba dall’altro fornisce informazioni storiche del passato e del presente che non possono passare inosservate ad un lettore attento. Un archivio di informazioni avvolte da un alone di mistero in cui il passato e il futuro vivono nell’eterno presente delineando dimensioni parallele.
Le notizie presenti nel libro scorrono una dopo l’altra come campanelli d’allarme invitando il lettore a mettersi in gioco riflettendo, ponendosi delle domande e invitandolo a prendere una posizione.
Lo stile è scorrevole, fluido con brevi dialoghi e attente descrizioni che permettono di conoscere diversi luoghi. Io stessa ho avuto la sensazione di vivere i posti descritti respirando i profumi, ascoltando le voci e assaporando i cibi descritti.
Un romanzo dalle note noir ben riuscito, scritto a quattro mani che mi ha tenuta incollata dalla prima all’ultima pagina. L’aspetto che ho veramente apprezzato è che gli autori hanno dato la medesima importanza sia all’aspetto noir che alla parte più introspettiva, descrittiva della storia e dei personaggi. Scrivere un libro a quattro mani è una prova che non sempre risulta vincente: fondere in un’unica narrazione due stili e due personalità differenti senza che queste risultino in qualche modo riconoscibili e disarmoniche non è affatto facile. David Berti e Gaetano Insabato ci sono riusciti perfettamente regalandoci un libro difficile da dimenticare.
Titolo: Black out
Autori: David Berti – Gaetano Insabato
Editore: Innocenti Editore
Prezzo: € 15,00
David Berti nasce l’11 aprile 1974 a Grosseto. Si laurea all’Università degli studi di Siena, ottenendo prima la laurea breve in “Scienze del servizio sociale”, in seguito quella specialistica in “Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali”. Frequenta un master universitario, svolto sempre presso lo stesso ateneo senese in “Valutazione della qualità dei servizi socio-sanitari”. Infine, termina la sua formazione all’università Guido Carlo Luiss di Roma con un master in “Carriera diplomatica”. Attualmente vive e lavora a Grosseto.

 

Gaetano Insabato nasce il 25 agosto 1973 a Portici (NA) in uno dei tanti comuni che si affacciano sul golfo di Napoli. Si laurea in giurisprudenza alla Facoltà degli Studi di Siena nel 2000. Dopo un periodo di praticantato presso uno studio legale, lascia la carriera forense per intraprendere la professione di consulente assicurativo. Cantante di piano bar e amante della lettura, nel 2008 pubblica il suo primo romanzo dal titolo Notte di San Lorenzo (casa editrice Albatros il  Filo )

Pubblicato da Miriam Salladini

Ciao a tutti! Mi chiamo Miriam Salladini e nella vita sono un'insegnante di sostegno di scuola primaria, specializzanda in pedagogia clinica. Amo molto la lettura e l'arte. Leggo anche quattro libri insieme, alternandoli e quando vedo una libreria sono capace di starci dentro ore. Sono una persona creativa, mi piace inventare e creare cose nuove. Collaboro con alcuni blog tra cui "gialloecucina".

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