La carezza sul viso, Davide Ioime

La carezza sul viso, davide Ioime

Racconto terzo classificato alla gara di racconti nel mondo incantato dei libri

Quando le chiesi come si chiamasse mi rispose che Il suo nome significava “cara e amata” ma probabilmente i suoi genitori questo non lo sapevano. Le fu dato, diceva, perché era molto comune ai suoi tempi e soprattutto perché la madre di suo padre si chiamava così. Aveva capelli argentei raccolti dietro la nuca, un filo di rosso sulle labbra e una camicetta di seta bianca perfettamente stirata. La pelle del viso, ancora fresca nonostante l’età, profumava di colonia francese. Non saprei dire quanti anni avesse. Avrebbe potuto essere mia madre e anche qualcosa di più, ma dei suoi anni conservava l’eleganza dei modi e la bellezza delle movenze. Amava conversare e lo faceva con gentilezza, misurando le parole e trattandole con cautela, come per rispetto nei loro confronti e timore di sprecarle. Incrociammo i nostri sguardi mentre percorrevo lentamente i vialetti del parco alla ricerca di un posto dove fermarmi a leggere, e lei si rinfrescava sotto l’ombra dei pioppi in un caldo pomeriggio di fine estate. Mi fece un cenno con la mano che mi sembrò un invito a fermarmi. Pensai avesse bisogno d’aiuto o volesse un’informazione, invece con mio grande stupore si avvicinò e mi chiese: “Posso farti una carezza?” Quella domanda posta in maniera tanto schietta e gentile mi lasciò senza parole. Annuii inclinando leggermente la testa e mentre mi sfiorava la guancia con il dorso della mano guardò il mio libro e mi domandò cosa stessi leggendo. Le avvicinai la copertina e mi disse: “L’ho letto anch’io”. Nei brevi istanti della nostra conversazione non smise mai di guardarmi negli occhi e di sorridermi amorevolmente. Il pensiero che mi avesse scambiato per un altro o che le ricordassi una persona cara, chissà forse un figlio, mi attraversò la mente e per un istante ebbi la sensazione che anche lei se ne fosse resa conto. Ma nonostante tutto decise di vivere quei momenti e di riempirli con la sua dolcezza e le sue belle maniere. Sì congedò da me dicendo che non voleva rubarmi altro tempo, ma prima che si allontanasse trovai il coraggio di vincere lo stupore e domandarle “Signora, come si chiama?”
Il suo nome era Maria.

Pubblicato da Elisa Santucci

Sono Elisa Santucci, fondatrice ed amministratrice dall'8 luglio 2016 . Il blog nasce dalla mia passione per i libri da sempre, dalla voglia di parlarne e fare rete culturale, perché io penso che il web, i blog, i social si possono usare in tanti modi, io ho scelto di creare un'oasi culturale. io sono pienamente convinta che leggere ci insegna a pensare e a essere liberi. "Leggere regala un pensiero libero come un volo di farfalle, un’anima con i colori dell’arcobaleno , forza e creatività" è il mio motto. Editor freelance, correttore di bozze, grafica. Servizi editoriali .

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