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Covid e dintorni di Domenico Mamone e Giampiero Castellotti

Covid e dintorni di Domenico Mamone e Giampiero Castellotti

Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio,
ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale.
C.S. Lewis

L’11 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara lo stato di pandemia da Covid -19 e inizia ufficialmente uno dei periodi più difficili della storia dei popoli.
Nel mare magnum delle parole che vengono profuse per definire, raccontare, interpretare l’emergenza che ci vede coinvolti da oltre un anno ormai, si distinguono le voci di Giampiero Castellotti e Domenico Mamone, dalla cui sintesi fra l’approccio giornalistico e quello imprenditoriale nasce un lavoro molto interessante, “Covid e dintorni”, la cui versione digitale è di libera consultazione, mentre per quella cartacea gli autori hanno rinunciato ai diritti di autore, per sostenere la Caritas di Roma.

Come è noto, tutto è iniziato con l’arrivo di una coppia di turisti cinesi, sbarcati all’aeroporto di Milano Malpensa la notte tra il 22 e 23 gennaio 2020: saranno i primi ammalati di Covid sul suolo italiano.

Da questo episodio che ha segnato il passaggio per l’Italia da nazione “fuori pericolo a nazione in pericolo”, parte la narrazione di “Covid e dintorni”, che avviene attraverso tre diversi scenari, ognuno dei quali rappresenta una specifica angolatura della pandemia.

 “Il racconto del virus”, la prima parte, ripercorre gli eventi salienti quali il ricovero dei cinesi allo Spallanzani di Roma, il triste primato di Codogno, la singolare esperienza di Vo’ Euganeo, la scelta del governo Conte di obbligare gli italiani al lockdown primaverile, e la dibattuta “telenovela” dei vaccini.  

In “Errori & orrori”, la seconda parte, gli autori, con un taglio più giornalistico che narrativo, passano in rassegna i tanti paradossi del periodo: la superficialità con la quale si è virati dalla reclusione collettiva alla libertà sfrenata delle discoteche, i “tira e molla” della ministra Azzolina sull’apertura della scuola, la figura mitica e mitologica del “superman Domenico Arcuri”, il continuo contrasto fra il Governo e i Governatori delle Regioni. 

“La lezione del virus”, la parte conclusiva dell’opera, è una sorta di sintesi delle tante riflessioni che l’esperienza pandemica ha stimolato, al livello individuale, al livello nazionale e soprattutto al livello europeo e globale.

E questa è la parte di “Covid e dintorni” che, a mio avviso, rende questo testo differente dalle tante pubblicazioni sul tema, in quanto riesce a cogliere l’essenza di un sentire inedito e complesso, che reclama condivisione e confronto.

Non è a caso infatti che a pag.175 si leggono queste parole:

“Adda passà ‘a nuttata”. Così Eduardo De Filippo, nei panni di Gennaro in “Napoli milionaria”, rincuorava la moglie Amalia, ango­sciata dalla malattia della figlia. Le speranze di riconquistare il sapore e il valore della normalità, rappresentato in teatro dalla salute di una bambina, sono affidate all’imprevedibilità di una nottata. Di una lun­ghissima nottata. Ad un tempo che diventa essenziale, ma alterato, vaporizzato, incerto, imponderabile nella sua flessuosità. Le tenebre apportate dal Covid-19 sono un po’ come l’infermità di Rituccia, la figlia di Gennaro e Amalia Jovine nel capolavoro di Eduardo. La sottrazione di luce, improvvisa e spietata, riesce ad of­fuscare, ad intorpidire, ad alterare tutto. Non solo il nostro veloce e riempitivo trantran, che conduciamo con sempre minore consape­volezza del suo senso e che in una pandemia è comunque trasfigurato. Le ombre depotenziano principalmente gli auspici, le aspettative, i desideri che assicurano una percezione al futuro. Al tempo, cioè, è sottratta soprattutto la sua programmazione e quindi quegli obiettivi che aiutano a vivere meglio, con maggiore consapevolezza. Inermi ma universali, in scena una guerra mondiale contro un ne­mico ingannatore. Che lacera. Lo ha fatto nel fisico e nello spirito. Inquieta. Compromette anche i più resistenti. Persino i più inco­scienti che costruiscono ipotesi un po’ fantasiose su tutto.”

Chi segue le recensioni che scrivo per il Blog “Il Mondo incantatao dei libri” sa bene che non prediligo questo genere di letture; ciò nonostante devo ammettere che “Covid e dintorni” mi è davvero piaciuto e l’ho letto con grande interesse.
Rivedere dinnanzi agli occhi momenti e situazioni che sembravano surreali ma alle quali ci siamo poi quasi abituati, ricordare gli stati d’animo altalenanti generati dai dati declinati dalle conferenze stampa del Presidente del Consiglio e dei vari esperti, dover prendere atto che un piccolissimo nemico ha messo totalmente in crisi il nostro già precario sistema economico e se non ci fosse stata l’Europa ci avrebbe forse davvero seppellito, sono stati momenti di importanti riflessioni (forse sempre un po’ istintivamente evitate) sulla necessità di una redistribuzione della ricchezza secondo principi perequativi, di una revisione della struttura imprenditoriale nazionale perennemente in fuga verso l’estero, e soprattutto, della costruzione di una Sanità che sia pubblica, efficiente ed equamente distribuita su tutto il territorio nazionale.

“Rispetto a centinaia di migliaia di illustri sconosciuti, che spesso purtroppo rimangono solo numeri, quando il Covid-19 colpisce un personaggio noto, la narrazione acquisisce forza. Anche perché, oltre ai dettagli sull’estenuante lotta contro la malattia, emergono i dolorosi strascichi che rendono qualsiasi celebrità simile al proprio pubblico.
Tra i tanti, abbiamo scelto l’attrice Giuliana De Sio, in quanto probabilmente è stata la prima persona nota al grande pubblico ad essere colpita dal virus.”

SINOSSI

Dai due simbiotici cinesi, pazienti dello “Spallanzani” a Roma, all’arrivo dei primi vaccini, fino all’afflizione delle varianti. Il Covid non solo come racconto di un periodo di “sospensione”, con un’ecatombe di vittime, ma anche come occasione per riflettere sugli errori del passato e sulle dinamiche del futuro.

L’imprenditore Domenico Mamone e il giornalista Giampiero Castellotti in “Covid e dintorni” rinnovano memorie documentate di luoghi e persone, da Wuhan a Codogno, da Mattia a Vo’ Euganeo, dai lockdown ai camion di Bergamo, interrogandosi anche sui molteplici errori che hanno investito l’amaro “modello italiano”, dal protagonismo dei territori ai ritardi su scuola e trasporti, dalle “profezie” dei troppi scienziati ai numeri che non tornano.

A chiudere, tante osservazioni sulla “lezione” offerta dal virus: il senso di sospensione, il monito per l’economia e le imprese, la gerarchia delle priorità, la ghettizzazione dei deboli, il Nord e il Sud, la necessaria rigenerazione morale.

  • Unsic editore
  • 204 pagine
  • Uscita marzo 2021
  • Autori: Domenico Mamone e Giampiero Castellotti
  • ISBN – 978-88-946101-0-9

Pubblicato da Rita Scarpelli

Sono Rita Scarpelli e vivo a Napoli, una città complessa ma, allo stesso tempo, quasi surreale con i suoi mille volti e le sue molteplici sfaccettature. Anche forse grazie a questa magia, da quando ero bambina ho amato la lettura e la scrittura . Nonostante gli studi in Economia e Commercio mi abbiano condotta verso altri saperi e altre esperienze professionali, il mio mondo interiore è sempre stato popolato dai personaggi e dalle storie dei libri che leggevo e ancora oggi credo fortemente che leggere sia un’esperienza meravigliosa. Parafrasando Umberto Eco, “Chi non legge avrà vissuto una sola vita, la propria, mentre chi legge avrà vissuto 5000 anni…perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Lo scorso anno ho vissuto l’esperienza incredibile di pubblicare il mio romanzo di esordio “ E’ PASSATO”, nato dalla sinergia dell’ amore per la scrittura con la mia seconda grande passione che è la psicologia. E poiché non c’è niente di più bello di condividere quello che ama con gli altri, eccomi qui insieme a voi!

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