Gioco di sangue di Giannicola Nicoletti

Gioco di sangue

Gioco di sangue, Giannicola Nicoletti

Gioco di sangue

“Mi feci strada con le dita tra le carni aperte della sua gamba …

In quello stesso istante l’orchestra che viveva nella mia testa ricominciò armoniosamente a suonare e …”

Titolo e copertina sono per noi lettori una spia luminosa su quanto troveremo leggendo, anche se questa volta non a sufficienza, perché l’orrore che ci attende supera ogni aspettativa.

Che si tratti di “un gioco di sangue” non v’è dubbio, perché è il sangue il vero motore della violenza e la svastica che incontra il volto di una donna tra macchie rosse che bagnano le dita del carnefice, dà l’idea del contesto storico della narrazione.

Sono infatti gli anni in cui l’Europa è già sconvolta dalla barbarie nazista e l’orrore dell’olocausto, ineffabile, s’intreccia con quello causato da uno spietato killer seriale, che definire demone urbano appare solo come eufemismo. 

Due voci narranti, Frank e Adam, in venti capitoli che tengono in continua tensione, a volte con la tentazione di saltare qualche pagina in cui le scene splatter sono dominanti.

Frank Braum è figlio di un austero detective vecchia scuola, dal quale ha ereditato il senso delle priorità e del dovere. Gli è stato attribuito l’appellativo di Bluthund, segugio, proprio per il suo bisogno di dare un giusto ordine alle cose e trovare sempre il marcio.

La narrazione prende l’avvio con una richiesta di indagini per la scomparsa della giovane Elisabeth Schulz, diciannove anni. In tempi brevi ad essa va ad aggiungersi, segretamente, quella di cercare un’altra donna, moglie di un amico del comandante Hans Hoffman.

Seguendo le meticolose ricerche del nostro detective, apprezziamo le sue qualità, conosciamo i particolari della sua vita, ed assistiamo a scene che spiccano in un contesto nazista che fa da sfondo.

Adam Kramer, il killer seriale, è affetto da un disturbo psicologico e si eccita solo col sangue, una scoperta che aveva fatto da ragazzino, casualmente, mentre era in un gruppo di amici.

Da quel momento si inebriava ogni volta che il caldo fluido rosso veniva a contatto con la sua pelle e non esisteva nient’altro che potesse consentirgli di raggiungere il massimo piacere sessuale. Poco importava se appartenesse a un uomo o a una donna.

A volte le scene mi ricordano, per la loro crudezza, la serie tv di Dexter Morgan, (uno spietato serial killer che si nasconde sotto le vesti del tranquillo e metodico tecnico della polizia scientifica di Miami), con la cupa atmosfera resa da immagini e suono.  Qui però forse c’è anche di più e all’immaginazione resta poco spazio, perché l’autore ha descritto ogni singolo momento in modo capillare. Siamo noi a doverci fermare, per una breve pausa.

E il demone diventa silvestre, con le sue opere d’arte macabra esibite nel bosco: donne e uomini decapitati e con la propria testa tra le mani!

La corsa contro il tempo è frenetica per Frank e la suspense ci tiene avvinti più che mai quando è proprio il detective segugio a correre il rischio di diventare la nuova preda del killer.

Cacciatore e preda, in un gioco di sangue che ci fa paura.

Una lettura da suggerire a tutti gli amanti del thriller, che non disdegnano le scene forti.

“Il sapore e l’odore del suo sangue erano ancora ben presenti nella mia memoria, e, comunque, ne avevo conservato un campione in una fiala di vetro, proprio come avevo fatto con tutti gli altri.

Erano trentasei.”

Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Germania 1944: sullo sfondo della minaccia nazista un uomo dà la caccia a un nuovo orrore.
Mentre l’Europa è sconvolta da un vortice di morte, il Detektiv Braum ingaggia una spietata corsa contro il tempo per sottrarre altre vittime alla Sinfonia di Sangue.

Mai in quarant’anni di vita avrei immaginato di diventare uno scrittore.

Ho iniziato per diletto, questo è certo, ma farne addirittura una professione è davvero un traguardo inaspettato.

La cosa che mi sorprende di più, però, è la facilità con cui le idee mi saltano in mente.

Può darsi che gli anni passati a seguire film e serie televisive contribuiscano ad aumentare la mia già fervida immaginazione, ma i contenuti delle mie opere non sono mai influenzati da questi ultimi.

Cerco sempre di raccontare qualcosa di originale, mai visto o sentito e in realtà, è proprio questa la vera sfida.

Provengo da una delle città più antiche del mondo, Matera, in Basilicata, Italia. Ora vivo a San Paolo, in Brasile e nel momento in cui scrivo questa breve biografia, ho iniziato già a lavorare al mio prossimo romanzo.

Ancora una volta cercherò di sorprendervi con novità e colpi di scena emozionanti, sperando sempre di intrattenervi e convincervi ad aumentare il numero dei miei titoli sui vostri scaffali

Pubblicato da Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Maria Teresa Lezzi Fiorentino vive a Lecce, sua città natale, dedicandosi alla famiglia e al lavoro. Coltiva da sempre due grandi passioni, lettura e scrittura, per sé e per tutti coloro ai quali riesce a trasmettere il proprio entusiasmo. Il fulcro intorno a cui hanno ruotato i suoi scritti, articoli e recensioni, è stato per lungo tempo l’assetto metodologico-didattico, con un’attenzione particolare alla sfera emozionale e al benessere degli alunni. Dopo un appassionante percorso professionale in varie scuole del Salento, che ha visto l’autrice insegnante di scuola materna, psicopedagogista e docente di materie letterarie, nel 2018 avviene la svolta ed inizia una nuova stagione della vita,in cui la scrittura privilegia la narrazione, partendo dalla quotidianità e dalla memoria del tempo vissuto. È tempo di racconti brevi, lettere, autobiografie e recensioni. Sono dell’autrice, pubblicati con Youcanprint:Di vita in vita, La via maestra, Spigolando tra i ricordi, Passo dopo passo … e altri racconti.

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