Gioia mia di Tea Ranno

Gioia mia

Gioia mia, Tea Ranno. Edito Mondadori. Un romanzo vivo, forte, dal sapore vero della vita. La scordanza a volte protegge dal dolore, ma quando torna fa rinascere.

Gioia mia

Terra mia è la terra per Luisa, è femmina. Ci sono dentro i ricordi più belli della sua infanzia accanto a suo nonno, che lontano da essa pian piano si spegne, un grosso debito lo ha costretto a venderla.

Terra mia, abbandonata, diventata solo un cumulo di pietre ritorna nelle mani di Luisa, ormai adulta.

Suo marito Carmine la compra per quattro soldi e gliela dona, tanto poco vale ormai la terra del cuore e dl ricordo speciale del nonno. Luisa decide di riportarla al suo antico splendore, costruendoci un castello, anzi una castidda perché la terra è femmina.

E qui cominciano i guai. Su quella meravigliosa terra in cima ad una collina che guarda l’Etna, nasce una meravigliosa masseria tra mare e campagna, meravigliosa. E un mafioso del luogo si incapriccia, la vuole, vuole costruire un albergo di lusso.

Per Luisa la castidda è l’anima, il ricordo, forse la sua stessa essenza.

Il, ricordo del nonno che anche in sogno cercava di proteggerla, quando da ragazza le diceva di non sposare Carmine non era per lei. E quanto aveva ragione…

Carmine non le permette di studiare, non le consente di avere la tanta desiderata figlia femmina, dopo la nascita di Giulio, e soprattutto le lesina anche il centesimo.

Ma le donne in questa terra tra mare e campagna, di fronte al vulcano Etna, in terra di Sicilia, non si arrendono. Riesce a trovare la sua indipendenza aprendo un ristorante con le sue amiche più vere “il piacere”, che ben presto diventa uno dei ristoranti più rinomati di Catania.

Si assiste ad una storia di sorellanza assoluta, donne che si aiutano fino all’ultimo respiro. Donne che lavorano in simbiosi sono un gruppo di donne unite dall’amurusanza, un termine dl dialetto siciliano che non indica solo amore, ma quella particolare unione tra persone affini che porta solo bene. La riprova che quando un rapporto da donne è esente da competizione può veramente smuovere le montagne.

E ben presto arriva il momento, Luisa cade come morta in maniera inspiegabile, viene portata in ospedale dove assistita giorno e notte da suo figlio Giulio dorme un sonno innaturale, il sonno chimico della sedazione profonda per permetterle di riprendere forze.

In questo sonno innaturale, Luisa ritrova quel pezzo di se stessa che le mancava, nel cercar di ritrovare la vita, torna in superficie quello che la sua mente aveva rimosso, troppo era il dolore da affrontare. La grande tragedia della sua vita.

Carmine suo marito, aspetta solo la sua morte per ‘poter mettere mano al patrimonio, vendere la castidda al mafioso e andarsene lontano. Ma la vita decide diversamente…

Una storia bellissima, narrata in maniera meravigliosa. L’uso delle parole sempre appropriate, un ritmo narrativo che ti fa godere pagina dopo pagina, fino all’ultima pagina. Il libro lo chiudi con un sorriso, hai vissuto la vita di Luisa, hai ripercorso la sua vita, forse hai ritrovato un pezzetto di te stessa, la forza di queste donne la vivi profondamente, non puoi non ritrovare una parte di te in almeno una di esse. Sono donne volitive, uscite da grandi prove che sono riuscite a realizzare il miracolo con “Il piacere”, il loro ristorante. Ma non solo, quando Luisa era in ospedale presidiano la Castidda per proteggerla dalle grinfie di Carmine e del mafiosetto che voleva prendersela ad ogni costo, con ogni mezzo a disposizione. Questo gruppo di donne legate tra loro da vera e propria amurusanza, hanno sempre creduto nella rinascita di Luisa. Donne che sono state capaci di riprendersi la propria vita, partendo dal lavoro, insieme!

Tea Ranno dopo il grande successo del precedente libro “L’ amurusanza”, si conferma scrittrice sopraffina, con una prosa ricca e profonda, racconta la vita con la semplicità e le verità insita nelle cose vere, nelle cose importanti e fondamentali della vita: il rispetto di se stesse e la forza di ricominciare…

Gioia mia è un romanzo profondamente siciliano, nel linguaggio, nell’ambientazione, ma anche dal ritmo narrativo, probabilmente di memoria verghiana. Tutto è netto. Il bene e il male profondamente contrapposto. Non ci sono chiaroscuri, i personaggi sono positivi o negativi sen za nessuna forma di redenzione. Vediamo Carmine, il marito di Luisa un personaggio profondamente negativo, preso solo da se stesso, donnaiolo, invidioso del benessere creato da sua moglie, e completamente amorale. Non aspetta altro che la chiamata dall’ospedale che annunci la morte di sua moglie.

Alle figure completamente negative si oppongono le figure completamente positive al 100%. E forse questo è l’unico limite di questa bella prova di scrittura di Tea Ranno. Nessuno è completamente negativo e nessuno è completamente positivo. E l’assenza dell’essere umano. L’assenza dei chiaroscuri, rendono questo romanzo, forse, un po’ antico. Ma assolutamente da leggere.

Lo consiglio a tutti, a chi ama le storie di vita, a chi come me adora la scrittura di autori siciliani. In ogni frase, in ogni periodo, esce fuori il carattere di un popolo fiero, che mai si arrende.

In cima a una collina che guarda l’Etna da un lato e il mare dall’altro, sorge una masseria circondata da uno spicchio di paradiso: terrazzamenti carichi di ulivi, fichi e pruni, orti traboccanti di erbe e prati fioriti a perdita d’occhio. Questa tenuta magnifica è frutto del sudore e della tenacia di Luisa Russo, che si è intestardita a trasformare le “quattro pietre perse” che le ha regalato suo marito in un castello. Anzi, in una castidda, perché quella terra è femmina, su questo Luisa non ha dubbi. Femmina e frutto dell’amicizia tra femmine, perché se la Castidda esiste è grazie al successo del ristorante che ha aperto insieme ad Agata, Lisabetta, Violante, Lucietta e le altre amiche sue, conosciuto in tutta la Sicilia per i piatti deliziosi e l’atmosfera amurusa. Tutta questa intraprendenza femminile dà parecchio sui nervi a suo marito Carmine, che la Castidda non può nemmeno sentirla nominare. Gli speculatori edilizi, invece, non riescono a staccarle gli occhi di dosso: il più agguerrito, presidente di una società assai poco limpida, ci vede già un albergo di stralusso, e per aggiudicarsela farebbe letteralmente carte false. Alle sue prepotenze mafiose Luisa resiste per mesi, finché, dopo l’ennesimo colpo basso, qualcosa le si rompe in petto: un sussulto, una vertigine, e in un attimo è a terra, rigida come una pupa di legno.

La corsa in ospedale, la rianimazione, le prime notizie incerte: Luisa è salva, è stabile, ma, per il momento, dorme. E mentre Carmine in sua assenza cerca di sbarazzarsi della Castidda e le amiche, per impedirglielo, la occupano come un fortino, mentre il figlio Giulio e il dottor Giona vegliano su di lei, Luisa continua a dormire. E, dormendo, va indietro nel tempo e ripesca brandelli di vita che la memoria aveva cancellato: certe giornate felici d’infanzia con quel nonno che la chiamava “gioia mia”, il buco che la sua morte le ha scavato nel cuore, quello strano gelo addosso il giorno del matrimonio con Carmine… Fino a che da quel mare di scordanza viene a galla il ricordo riposto più a fondo, la ferita che brucia di più.

Tea Ranno ci regala un altro viaggio – pieno di saliscendi impetuosi e approdi inaspettati – nella sua, ormai celebre, terra d’amurusanza, quel posto meraviglioso e assolato in cui le pietre perse si trasformano in castelli, i ricordi si riparano con ago, filo e gentilezza, e le amicizie femminili salvano la vita.

Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Dal 1995 vive a Roma. È laureata in giurisprudenza e si occupa di diritto e letteratura. Ha esordito con Cenere, uscito per e/o nel 2006, finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti. Successivamente ha pubblicato i romanzi In una lingua che non so più dire (e/o, 2007), La sposa vermiglia (Mondadori, 2012), vincitore del premio Rea, Viola Fòscari (Mondadori, 2014), Sentimi (Frassinelli, 2018), L’amurusanza (Mondadori, 2019) e Terramarina (Mondadori, 2020), che ha vinto il premio Città di Erice.

Genere: Narrativa Contemporanea

ISBN: 9788804746331

336 pagine

Prezzo: € 19,50

Cartaceo

In vendita dal 7 giugno 2022

Pubblicato da Elisa Santucci

Sono Elisa Santucci, fondatrice ed amministratrice dall'8 luglio 2016 . Il blog nasce dalla mia passione per i libri da sempre, dalla voglia di parlarne e fare rete culturale, perché io penso che il web, i blog, i social si possono usare in tanti modi, io ho scelto di creare un'oasi culturale. io sono pienamente convinta che leggere ci insegna a pensare e a essere liberi. "Leggere regala un pensiero libero come un volo di farfalle, un’anima con i colori dell’arcobaleno , forza e creatività" è il mio motto. Editor freelance, correttore di bozze, grafica. Servizi editoriali .

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