Good Deeds Day 2022 – Giornata Mondiale delle Buone Azioni

Good Deeds Day 2022. La giornata mondiale delle buone azioni.

“Credo che se le persone volessero pensare bene, parlare bene e fare qualcosa di buono, le catene della bontà si espanderebbero in tutto il mondo” (Shari Arison)

La giornata mondiale delle buone azioni nasce nel 2007 da un’idea di Shari Arison, filantropa e imprenditrice israeliana.  Dall’anno della sua istituzione è andata diffondendosi  man mano in tutti i Paesi con iniziative diverse di anno in anno e di località in località.  Nel 2009, fu la stessa Shari Arison a sponsorizzare nella sua Terra la terza giornata mondiale delle buone azioni, riuscendo a sensibilizzare migliaia di israeliani affinché si impegnassero a svolgere azioni di volontariato in tutto il Paese.

Siamo ormai abituati ad avere una giornata mondiale per tantissimi argomenti dai più frivoli e assurdi a quelli più importanti e fondamentali; ma, mi chiedo e vi chiedo, perché fare del bene deve essere celebrato con l’istituzione di una giornata mondiale? Non dovrebbe essere qualcosa del tutto naturale e spontaneo, da compiersi senza pubblicità e senza ostentazione?

E’ vero che viviamo in una società sempre più arida e priva, a volte, di un briciolo di umanità e di rispetto per il prossimo, dove il bisogno di prevaricare l’altro diventa una sfida con se stessi. Una società sempre più solitaria e diffidente e quanto abbiamo vissuto negli ultimi due anni della nostra vita, ha accentuato questo modus vivendi creando una “nuova normalità”.  Fortunatamente ogni “regola” ha le sue eccezioni e non tutti gli esseri umani hanno dimenticato il valore di parole come: altruismo, aiuto, condivisione, solidarietà, ascolto; non tutti gli esseri umani hanno scordato il significato più profondo della parola “umanità”.

Cosa significa compiere una buona azione? E cosa intendiamo per buone azioni? Siamo veramente disinteressati nel fare qualcosa per gli altri (uomini, animali, natura), lo facciamo per ottenere dei riconoscimenti o qualcosa in cambio, o peggio ancora solo per sentirci a posto con la coscienza? Quante volte in vita nostra abbiamo agito realmente solo per altruismo e non per pietà magari? Abbiamo fatto del bene a chi, agli altri o a noi stessi? E’ vero che fare del bene fa bene, ma la linea di confine tra generosità e qualunquismo è davvero molto sottile.

Crediamo che fare delle buone azioni sia solo attuabile attraverso cose tangibili o materiali, donazioni di beni o di danaro, aiuti umanitari o sanitari, ma quanto bene può fare il “banale dono” del proprio tempo? Spendere del tempo per ascoltare o consigliare senza giudizi o diktat, sostenere qualcuno emotivamente e psicologicamente con la propria vicinanza, con un abbraccio, con una semplice telefonata e con tutto ciò che serva a ricostruire il puzzle di una esistenza andata in frantumi in un periodo particolarmente complicato.

Spesso, però, è pur vero che compiere una buona azione, di qualsivoglia natura, diventa arduo, si ha paura del giudizio, si teme il rifiuto, si incontra la diffidenza, ci si scontra con la rabbia di chi, pur essendo in difficoltà, allontana qualsiasi aiuto. Ci si sente impotenti davanti a chi cerca riparo in una propria confort zone di fortuna dietro muri di scetticismo e di sospetto, forse perché in realtà non si è tutti capaci di agire in assoluto silenzio, nell’ombra, senza clamori, senza scatti fotografici, senza azioni plateali, senza medaglie da attaccare al petto. Chi ha necessità di qualsiasi tipologia di aiuto per poter sopravvivere lo sa bene, ha una propria dignità da rispettare, si vergogna di uno status che fatica ad accettare e a gestire e non ha bisogno di essere esibito come un trofeo conquistato.

E allora torno al mio quesito iniziale, quando pensiamo di fare o di aver fatto una buona azione, per chi la facciamo in realtà?

Per fare buone azioni non è importante fare grandi cose, e non è vero che per fare del bene bisogna essere economicamente in grado di poterlo fare. Il denaro non può comprare tutto … Nell’arco di una giornata, in 24h, sono milioni le piccole-grandi buone azioni che si possono compiere senza neanche pensare che lo siano, basta davvero poco ma occorre volerlo.  Nulla è banale e nulla è scontato o di scarso valore, riflettiamoci bene, le piccole cose, i piccoli gesti fatti in maniera spontanea sono la carta di identità di ognuno di noi, raccontano chi siamo e non ciò che abbiamo, perché, per fare del bene bisogna Essere non apparire …

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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