Il caso Pantani di Luca Steffenoni

Il caso Pantani di Luca Steffenoni


Suicidio o omicidio? Un caso che fa ancora scalpore e che pretende, nonostante l’esito processuale, risposte chiare e reali.

Sono trascorsi ormai quindici lunghi anni da quel maledetto 2004, quando nella stanza D5 del residence Le Rose di Rimini viene ritrovato il corpo senza vita di Marco Pantani. E ancora oggi, dopo tutto questo tempo, ci si chiede ancora se si sia trattato di suicidio o omicidio. Già, perché nonostante l’iter processuale abbia chiuso il caso come suicidio, sono troppe le contraddizioni, le incongruenze e le anomalie che sono emerse e che rappresentano sfumature determinanti di un giallo bizzarro e tipicamente italiano.

Luca Steffenoni, ne “Il caso Pantani”, ripercorre in maniera dettagliata gli ultimi anni della vita del Pirata soffermandosi su alcune vicende salienti che indurrebbero a ipotizzare un vero e proprio complotto ai danni del noto atleta.

L’autore riporta in auge la vicenda di Madonna di Campiglio e le clamorose rivelazioni di Renato Vallanzasca, colpevole di numerosi sequestri e condannato a quattro ergastoli, estremamente utili per l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata a frode sportiva. “Oggi, grazie all’inchiesta effettuata dalla Procura di Forlì in seguito alle dichiarazioni di Renato Vallanzasca, alle intercettazioni, alle testimonianze, agli interrogatori e alla qualità delle perizie tecniche, sappiamo quanto sia accertato che la camorra abbia inciso sull’esclusione di Marco Pantani dal Giro del 1999.”

Il 1999 rappresenterà per Pantani l’inizio di una discesa inarrestabile verso gli inferi, fino al tragico epilogo. L’esame autoptico effettuato sul corpo di Pantani sosterrà che c’era un quantitativo di droga sei volte superiore a quello mortale. “In letteratura si considera letale una dose superiore a 1,2 grammi, quindi saremmo in presenza di più di sette grammi. Overdose, dunque. Suicidio? Morte accidentale di un consumatore che ha sottovalutato gli effetti? Non è chiaro. Come non è chiaro il metodo di assunzione. Secondo il professore, Pantani l’avrebbe mangiata. Letteralmente divorata in un impeto pantagruelico. Quella che viene esclusa dalla perizia è la concausa dell’abuso di psicofarmaci, che pure si rivelano nei tessuti in un dosaggio corretto. Dunque Pantani, prima di suicidarsi, si è premunito di prendere i medicinali…”

La mamma di Marco, Tonina Belletti, devastata dal dolore non soltanto per la perdita del figlio, ma comunque decisa a fare chiarezza dirà: “L’ho rivisto steso nella bara, mio figlio, aveva la faccia scorticata, un taglio sulla fronte: ma le mani, quelle con cui avrebbe dovuto spaccare mezza camera d’albergo, non avevano un livido.” E ancora, nel 2011: “Vorrei sapere come è morto mio figlio, è un mio diritto. Sono sette anni che sto cercando di capirlo, voglio sapere cosa è successo in quella camera, mio figlio è stato ucciso in quella camera e prima di morire voglio capire da chi. Non voglio vendetta ma voglio giustizia, è un mio diritto…” L’amarezza della famiglia Pantani è tanto evidente quanto indiscutibile. La tragedia della perdita dell’amato figlio, associata all’incommensurabile dolore per una giustizia affatto giusta, che si “incarta” in prescrizioni, decorsi di termini e iter processuali estenuanti e infiniti, contribuisce ad infangare l’onore e la fama di un ragazzo essenzialmente pulito, che ha fatto dell’amore e della passione per il ciclismo il suo stile di vita.

Un libro, dunque, di cui consiglio assolutamente la lettura, che scorre veloce, dettagliato, preciso, che punta ad essere un faro, anche fioco, in una vicenda assolutamente oscura, nella quale esistono poche e sterili risposte alle tante domande, poca chiarezza, poche certezze, di fatto poca giustizia… Ed io, personalmente, voglio ricordarlo come lo definirono i francesi dell’ “Equipe”, un eroe postmoderno. “C’è qualcosa di epico nella pedalata di Marco, nel suo modo di alzarsi sui pedali e di aggredire l’asfalto, nel suo cranio lucido e rasato, nella sua maschera di sudore e fatica.”

Fabiana Manna

Titolo: il caso Pantani

Autore : Luca Steffenoni

Editore : Chiare Lettere

Collana : Misteri Italiani

Prezzo : € 12

EAN : 9788861909571

Luca Steffenoni

Biografia autore

Luca Steffenoni, criminologo e scrittore, lavora come consulente per diversi tribunali. Da anni segue con passione i grandi gialli e misteri italiani, unendo le sue competenze professionali all’attività di narratore. È autore di vari libri, tra cui: Presunto colpevole (Chiarelettere 2009), I 50 delitti che hanno cambiato l’Italia (Newton Compton 2016). Per la serie Misteri italiani, edita da Chiarelettere, ha scritto Il caso Pantani (2017).

La descrizione del libro

Giovanni Falcone disse: “Prima ti delegittimano, poi ti isolano e poi ti ammazzano”. Ecco, forse anche con Pantani è andata così.

Una morte da rockstar e il caso è chiuso. Ma qui non siamo a Los Angeles, siamo nel paese dei misteri irrisolti, dei depistaggi e delle doppie verità. State per leggere un giallo scritto da un criminologo che in un crescendo di suspense e rivelazioni entra nella scena di un suicidio troppo imperfetto per essere vero. Una storia che deve essere raccontata anche dopo che l’iter processuale ha detto la sua ultima parola. Una storia che ci porta dritti nel territorio di una verità indicibile e clamorosa. Marco Pantani era un fuoriclasse troppo irregolare. La squalifica che lasciò sgomenta l’Italia intera era in realtà una gigantesca truffa ai suoi danni. In un giro di scommesse clandestine la criminalità organizzata aveva puntato cifre folli sulla sconfitta del Pirata. Gli elementi rilevanti per un criminologo fanno ritenere del tutto improbabile l’ipotesi del suicidio. Allora il caso non può essere chiuso. L’autore chiede l’intervento della Commissione parlamentare antimafia, forse è l’unica strada per stabilire una verità che rischia ancora di far saltare troppi intoccabili. L’ultima strada per rendere giustizia a un uomo fragile e a un grande campione.

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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