Intervista a Fabio Brusa

Fabio Brusa è un giovane autore del comasco. Dopo la laurea in giurisprudenza inizia a lavorare nell’azienda di famiglia. Oggi, a seguito di una totalizzante tragedia personale, si è ritirato a vita privata dedicandosi alla passione di sempre: la scrittura. La Verità Prima è in ordine temporale il suo ultimo romanzo.
Conosciamolo meglio.

Ciao Fabio, ti diamo il benvenuto nel nostro blog dove parleremo del tuo “La Verità Prima”

Il romanzo affronta un tema delicato e molto particolare, c’è una motivazione ben precisa sulla scelta di tale argomentazione? Come nasce l’idea?

Sconvolgere, far riflettere e preparare a saperne di più. Queste sono le motivazioni della scelta. “La verità prima” è un romanzo autoconclusivo, ma fa parte di un mondo più grande che, romanzo dopo romanzo, racconto dopo racconto, sto mostrando ai miei sempre più numerosi lettori. Il romanzo si occupa del tema religioso, almeno in parte: è un’aspetto basilare della mia intera opera. Ma su un piano molto più immediato, l’idea è nata come un fortissimo concentrato di anni di studi e ricerche, condensati in una teoria che, pur di fantasia, abbia delle solide basi scientifiche e storiche, riscontrabili da tutti anche da casa. L’interattività fra mondo reale e mondo letterario ora deve essere più intensa che mai.

Qual è il tuo rapporto con la Chiesa e soprattutto, credi che ci siano delle “verità” diverse da quelle a cui siamo stati indirizzati? Esiste secondo te una “Verità Prima” e assoluta?

Lo spiega lo stesso Furio, nel romanzo, durante una conferenza: dipende da cosa intendiamo per verità. In un certo senso basilare, tutte le verità sono vere fino a prova contraria. Scusate la ripetizione. L’assoluto esiste, ma per noi rimane inconoscibile e possiamo continuare a rincorrere la piena conoscenza che non avremo mai. La Chiesa, invece, parte da assunti diversi: io li rispetto, anche se non sono credente. Almeno, non un credente tradizionale. Ma sulla mia Chiesa bisognerebbe aprire un discorso a parte.

Cosa rappresenta la cover del libro? Difficile presagire cosa si andrà a leggere.

L’uomo sulla panchina, di spalle, rivolto all’infinito del reale. Ha tre spiegazioni, tutte volte a interessare: noi lettori che non riusciamo a vedere in faccia la verità, se guardiamo dall’esterno, poiché essa ci dà le spalle; noi spettatori della vita, seduti sulla panchina, con lo sguardo rivolto all’immensa vastità del creato, impotenti ma beati nell’opera grandiosa della nostra realtà inconoscibile; il professor Farsi Abbou, l’uomo della verità, l’uomo scomparso nel romanzo, che ci dà le spalle e che non riusciamo più a vedere. Io dico che in tutte e tre le visioni, alla fine della vicenda, riusciamo ad avere delle risposte. Spero che le abbiate colte.

Il tuo è un romanzo coinvolgente che abbraccia più generi letterari; qual è quello che prediligi?

Domanda che sono costretto a eludere: non ho un genere prediletto. Scrivo e continuo a scrivere romanzi trasversali riguardo al genere. Sono più aderente ai canoni nei racconti, ma in quei casi ci sono esigenze diverse. Invece le opere lunghe fanno parte di un mondo reale, complesso, con decine di sfumature e tagli possibili. Perché ancorarsi a un solo aspetto, se le persone vivono ogni giorno rabbia, paura, amore, felicità, impotenza e curiosità?

Chi è Fabio Brusa? E come nasce l’amore per la scrittura?

Chi è, non ne ho idea. Non lo conosco affatto. Vedo che fa cose, esprime opinioni, più che altro si lascia dietro una scia di piccole costruzioni letterarie e metafisiche. Mi piacerebbe che un giorno me lo spiegaste voi, di chi si tratta. Certamente inizia a scrivere per un impulso di creazione. È una creatura che parallelamente musica canzoni, scrive poesie, amministra giochi di ruolo e, in questo periodo, costruisce casa pezzo dopo pezzo. La scrittura è la mia prima musa e il mezzo più potente, e pericoloso, per plasmare i pensieri.

Quali letture influenzano, se ci sono, la tua scrittura?

Ci sono, ovviamente. Sono un lettore estremamente polivalente. Ho mangiato ogni tipo di pagina: dalla Bibbia ai thriller di Dan Brown, da L’arte della Guerra a Guida galattica per autostoppisti. Gli autori più influenti, però, sono senza ombra di dubbio anche quelli che maggiormente adoro: Alan Moore e H. P. Lovecraft. Un consiglio? Divorate qualsiasi cosa abbiano scritto. Vi cambierà.

Ci sono state critiche negative? E quelle positive?

Critiche negative, con un mio certo disappunto, ne ho avute poche. Quasi inesistenti, a dire la verità. Se è possibile considerarla una critica, però, quella che mi è stata esposta a più riprese è la natura a volte “blasfema” del filo conduttore della vicenda. Che diventa un punto di forza al cambiare del lettore: un argomento già ampiamente esplorato anche in chiave thriller, come quello delle Sacre Scritture, riesce così ad assumere nuove disturbanti forme. Ecco il punto di forza: una vicenda che appare conosciuta si avvicina all’animo del lettore, per colpire inaspettatamente, con forza, dove meno si è meno preparati.

Il romanzo potrebbe essere la nuova versione cinematografica del “Codice da Vinci”. Ci sono state proposte in tal senso?

Sarebbe bello! Anche se Cinecittà ancora non mi ha fatto sapere nulla, diversi tra lettori, recensori e blogger hanno colto la possibilità di trasporre il romanzo in sceneggiatura. Confido dunque in Hollywood.

Tra i tuoi progetti futuri è incluso un seguito de “La Verità Prima”?

No, il romanzo è autoconclusivo e non ho in progetto di trasformarlo in una serie. Essendo però parte di un progetto più ampio, non escludo che personaggi o eventi possano fare capolino in altre storie.

Dove è possibile acquistare il tuo romanzo?

Il romanzo è disponibile sia in formato eBook sia in cartaceo, acquistabili sui maggiori store on-line come Amazon e Kobo. La versione cartacea può anche essere ordinata in libreria.

Ti ringraziamo per il tempo che hai voluto dedicarci e aspettiamo il tuo prossimo lavoro.

 

Teresa Anania

 

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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