La leggenda di San Martino, Santo Protettore dei cornuti e dei pellegrini

San Martino

 

San Martino, vescovo di Tours, è celebrato dalla chiesa cattolica l’ 11 novembre, ed è uno dei Santi del Medioevo più venerato, particolarmente in Francia. Martino nacque nella Pannonia, l’odierna Ungheria, nel 316 e fin da giovanissimo venne avviato alla carriera militare, destino già segnato alla nascita poiché anche il padre era un militare e lo chiamò Martino proprio in onore a Marte, dio della guerra. L’episodio più noto della vita del futuro santo è quello che narra che in una delle ronde notturne invernali, incontrò un mendicante infreddolito e non avendo altro da offrirgli, tagliò con la spada il suo mantello di lana regalandogliene la metà. A notte fonda, durante il sonno, ebbe una visione in cui Gesù raccontava agli Angeli che il soldato Martino lo aveva riparato dal freddo e udì queste parole:

 Ecco Martino il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito”

Quest’episodio segnò molto la vita di Martino tanto che durante la Pasqua del 339 si fece battezzare, abbandonò le armi e divenne  monaco, fondando nei pressi di Poitiers una comunità di asceti e praticò un’intensissima attività pastorale, tanto da divenire presto conosciuto in tutta la Francia e talmente amato che un’acclamazione popolare lo elesse vescovo di Tours. Quando morì, l’ 8 novembre del 397, le due città di Tours e Poitiers, si contesero le spoglie del vescovo, che furono trafugate dagli abitanti di Tours i quali ne celebrarono il rito funebre tre giorni dopo, ovvero l’11 novembre, che divenne pertanto la data ufficiale in cui onorare il Santo.

Quasi tutte le celebrazione religiose cristiane coincidono con ricorrenze pagane. Novembre era il mese in cui i contadini pagavano la decima ai Signori, offrendo prodotti della terra e animali di allevamento tra i quali figura l”oca. È usanza infatti, soprattutto nei paesi del nord Europa e nelle regioni dell’Italia settentrionale, mangiare carne d’oca nel giorno di San Martino. Ma questa tradizione dell’oca sembra essere legata ad un fatto curioso; si narra che quando Martino venne eletto vescovo, per sfuggire a tale investitura poiché voleva rimanere un semplice monaco, tentò di nascondersi nelle campagne ma, uno stormo di oche iniziò a starnazzare richiamando l’attenzione di quanti lo stavano cercando e Martino, non poté fare altro che piegarsi al proprio destino. Abbiamo detto, quindi, che le celebrazioni religiose cristiane coincidevano spesso con quelle pagane, l’11 novembre infatti coincideva con la fine dei festeggiamenti del Samuin ovvero il Capodanno Celtico. La Chiesa, infatti, essendo Martino un Santo occidentale molto popolare, cristianizzò molti festeggiamenti celtici tanto che per esempio, fino al secolo scorso in Italia, l’11 novembre era la data in cui avevano ufficialmente inizio le attività nei tribunali e nelle scuole ed era anche il periodo in cui scadevano i contratti agricoli, si traslocava, inteso inizialmente non come trasloco di abitazione ma di transumanza degli animali, che venivano appunto “traslocati” da un posto all’altro per affrontare l’inverno. San Martino era inoltre per i bambini, il corrispettivo della nostra Befana.

Questo era anche il periodo buono per terminare il vino vecchio e iniziare a spillare vino novello; si dice infatti che “per San Martino ogni mosto diventa vino” , tradizione questa che Giosuè Carducci, da buon toscano, terra di pregiati vini, rievoca nella sua poesia “San Martino”.

San Martino, oltre ad essere considerato il Santo Protettore dei pellegrini, dei camionisti, dei soldati ed essere il Patrono dell’Arma della Fanteria dell’Esercito Italiano, tradizione vuole che sia anche il Santo dei cornuti.

Vi sono varie ipotesi sul perché a San Martino venga attribuito tale ” patrocinio “. Anticamente l’11 novembre si svolgevano grandi fiere di animali con le corna e, in assenza dei mariti, le mogli si davano alla ” pazza gioia” e quindi, l’appellativo di “cornuto” deriverebbe proprio dal fatto che ciò accadesse durante tali fiere. Altra ipotesi è quella che la vuole legata ai 12 giorni di divertimento sfrenato con annessi tradimenti, durante il periodo del Capodanno Celtico.  Nella mitologia latino-romana si narra  dell’amore adulterino tra Marte e Venere che vennero sorpresi da Vulcano, dio del Fuoco e marito di Venere. Vulcano a testimonianza del tradimento subìto li rinchiuse in una rete di ferro e li sottopose alla visione degli altri Dei dell’Olimpo. Questi però, secondo il principio che l’adulterio commesso dalla moglie era considerato segno di debolezza del marito e pertanto colpevole del tradimento da parte di lei, lo schernirono a tal punto che Vulcano subì una doppia delusione, e da qui ebbe origine il detto cornuto e mazziato”.  C’è chi attribuisce per similitudine le corna al numero 11, per poi arrivare a chi sostiene che le corna rappresenterebbero le mitre dei vescovi. Bisogna dire che comunque le corna erano anticamente, per la tradizione  cristiana simbolo di potere e di regalità e, simbolo di fecondità per quella greco-romana.

Qualunque sia la motivazione, in molti comuni italiani il giorno di San Martino è un’occasione per celebrare la ” Festa dei Cornuti “. Le più note forse sono quelle di Nepi, in provincia di Viterbo, e di Ruviano in provincia di Caserta dove molti giovani sfilano in una sorta di processione pagano- carnascialesca portando delle corna, che, quasi come fosse un rito per scongiurarle, se le passano l’un l’altro. A Sant’Arcangelo di Romagna invece, nei pressi di Rimini, si celebra la “Fiera dei cornuti”  dove cantastorie provenienti da tutta Italia cantano storie, ovviamente, di corna….

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.