La Candelora, riti pagani, cristiani e tradizioni popolari

Il 2 febbraio si festeggia la Candelora, giorno che segna simbolicamente la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, in quanto periodo a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, ricadente esattamente a 40 giorni di distanza dal Natale. La Chiesa cattolica celebra la Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme, nota anche come Purificazione di Maria. Per gli Ebrei, quando una donna partoriva un figlio maschio era considerata impura per 40 giorni, quindi bisognosa di purificazione prima di ritornare fertile. Si narra infatti che “ogni madre che avesse dato alla luce un figlio maschio sarebbe stata considerata impura per 07 giorni e per altri 33 non avrebbe dovuto partecipare ad alcun culto”  . La Candelora è la ricorrenza in cui nelle Chiese è prevista la benedizione di ceri e candele e venne celebrata già dall’Imperatore Giustiniano e adottata poi da Papa Sergio I nel VII secolo. La candela rappresenta Gesù quale simbolo di “luce per illuminare le genti”  ; è così infatti che Simeone presentò Gesù Bambino al Tempio di Gerusalemme. Il fatto che ricada a Febbraio non è un caso; secondo Macrobio infatti, filosofo e studioso di Astronomia del V secolo, sostenitore della Teoria Geocentrica e autore dei “Saturnalia”,  Februarius – Febbraio , era il mese connesso ai riti di purificazione e di espiazione. Come tutte le tradizioni, anche questa affonda le radici nelle credenze popolari e nel paganesimo. Già prima della divulgazione dei Vangeli, la luce era un elemento dominante; si usava infatti accendere dei fuochi per salutare il buio e il freddo dell’inverno e dare il benvenuto alla “luce primaverile”. A tutto ciò si mescolano le tradizioni legate soprattutto al mondo agricolo. La Candelora infatti, ricadendo subito dopo i Giorni della Merla, serviva a ricercare dei segnali metereologici per i mesi a venire. Nascono pertanto proverbi e detti popolari :

“Se per la Candelora il tempo è bello molto più vino avremo che vinello” 

” Per la Santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora; ma se l’è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno”

“Alla Candelora dell’inverno semo fora ma se piove e tira vento dell’inverno semo dentro”

Nella tradizione celtica la ricorrenza della Candelora viene chiamata IMBOLC che significa “nel grembo” ed è legata al culto della triplice Dea Brigit, ovvero la divinità di fuoco-tradizione-guarigione, poi ripresa dai cristiani che ne attribuirono il ruolo a Santa Brigida.

Negli Stati Uniti, in Pennsylvania, il 02 Febbraio si celebra il giorno della Marmotta; la tradizione vuole che se la marmotta venendo fuori dalla tana davanti a migliaia di spettatori nelle prime ore del giorno  vede la sua ombra , l’inverno durerà ancora poco più di un mese, se non la vede la primavera arriverà presto con temperature miti.

Una tradizione nostrana legata alla Candelora è quella che si celebra in provincia di Avellino presso il Santuario di Montevergine . Qui ogni anno ricorre la “Juta dei Femminielli” . E’ un rito che nasce nel Medioevo e risale al 1256. Sarebbe una cerimonia dedicata alla storia d’amore di due uomini che vissero in quel periodo, e che furono condannati perché omosessuali. Vennero legati ad un albero in montagna  e destinati a morte certa. La Madonna di Montevergine ne ebbe pietà e li salvò da quell’ignobile sorte. Ciò venne visto come un miracolo e come un segno di tolleranza divina nei confronti degli omosessuali.

Da aggiungere che il 02 febbraio del 1997, Papa Giovanni Polo II, con l’intento di ” aiutare l’intera chiesa a valorizzare sempre più la testimonianza delle persone che hanno scelto di seguire Cristo da vicino” istituì la Candelora quale Giornata della Vita Consacrata.

Teresa Anania

Fonti e immagine web

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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