La casa sul promontorio di Romano De Marco

La casa sul promontorio

La casa sul promontorio di Romano de Marco, Salani Editore

Con uno stile narrativo singolare, De Marco accompagna il lettore nei meandri più oscuri della mente umana, dove tutto è possibile. Soprattutto l’inimmaginabile

La casa sul promontorio

Oltre questo luogo di collera e lacrime incombe solo l’Orrore delle ombre, eppure la minaccia degli anni mi trova, e mi troverà, senza paura.”

William Ernest Henley

Mattia Lanza è uno scrittore di grande fama internazionale: successo, notorietà, una bella famiglia, soldi a palate, lo rendono al contempo invidiabile e apprezzato. Una sera però, nella sua villa sita sopra il Circo Massimo, si consuma una orribile mattanza: sua moglie e i suoi due figli sono riversi in un lago di sangue, barbaramente massacrati.

“Mi è capitato altre volte di vedere vittime di morte violenta, ma quello era… Era un massacro. La moglie e due figli, un maschio di otto anni e la femmina di cinque. Uno sopra l’altro come sacchi di terra. Ho acceso la luce e ho visto il sangue dappertutto. Sul pavimento era pieno di scie rosse, ho subito pensato che dovevano averli ammazzati in altre parti della casa e poi trascinati lì per sistemarli in quella catasta di corpi senza vita. (…) Pugnalati al collo, al ventre, all’inguine. L’omicida ha scelto le arterie e direi che ha colpito il bersaglio. C’erano schizzi di sangue dappertutto. La prima ricostruzione che posso azzardare, dalle tracce sul pavimento, è che la madre abbia aperto la porta all’assassino e sia stata pugnalata lì, sulla soglia. Uno dei figli, Leonardo, il più grande, l’ha raggiunta forse richiamato dalle urla. È stato ucciso nel corridoio con un colpo al collo sferrato da dietro, forse mentre tentava di fuggire. La piccola Serena, invece, l’ha ammazzata nel suo lettino…”

Il procuratore Marco Gatti è certo che l’unico responsabile della strage sia Mattia. Invece, Lanza, viene scagionato da ogni tipo di accusa.
Nonostante ciò, la vita dello scrittore cambia in maniera irreversibile: il macabro ricordo dello scempio avvenuto nella sua casa è costante, tanto da procurargli incubi terribili che lo perseguitano e lo svegliano nel cuore della notte. Un dolore implacabile, una ferita perennemente lancinante, la sensazione della fine, lo allontanano inevitabilmente anche dalla scrittura. Solo dopo due anni, grazie alle insistenze della sua agente e del suo storico editore, si lascia convincere a riprovare a catapultarsi in quel mondo fantastico fatto di parole, che descrivono situazioni, personaggi, stati d’animo ed emozioni. Per far ciò deve trasferirsi, e sceglie di andare in una casa isolata con vista mare, a Punta Acqua Bella, su un promontorio mozzafiato.
Qui, tra incubi e apatia, per caso ma non a caso, conosce una bellissima donna, Eva Albani, sua vicina di casa, che gestisce una galleria d’arte a Milano.
Qualcosa in lui cambia, le prospettive si dilatano e nuove consapevolezze cominciano a fare capolino.

“…E poi l’apparizione di quella splendida, misteriosa creatura di nome Eva, il ritorno dell’ombra a spiarlo nella notte, la vecchia sulla scogliera con quello sguardo carico di oscuri presagi. Cercò di razionalizzare. Lo rinfrancò la prospettiva di volare verso un altro continente, dove l’anonimato della metropoli che più amava lo avrebbe protetto. E l’idea del corpo a corpo con il nuovo romanzo, la sfida di una scrittura diversa, più matura e più ambiziosa, malgrado tutto continuava a renderlo euforico. Lo slancio creativo era una botta di adrenalina alla quale aveva dovuto rinunciare per troppo tempo. Una droga che non minava il corpo ma che, anzi, lo rinvigoriva, ed era capace di donargli vitalità e benessere come nient’altro al mondo.”

Ma il passato veste lunghi abiti, e prima o dopo torna implacabile, irrompendo nel presente, minando il futuro, chiedendo gli interessi. Gli incubi non sono solo più visioni oniriche, ma assumono le fattezze di esseri umani, che di umano non hanno più nulla…

“…Forse il nostro passato ci ha cambiati, quello che abbiamo vissuto ci ha spezzati dentro, entrambi, ci ha tolto la capacità di avere fiducia, di perdonare…”

In un crescendo di suspense, il romanzo di De Marco evolve pagina dopo pagina, facendo, ad intervalli, salti temporali tra un “prima” e un “dopo”. Il coinvolgimento del lettore è unico. La curiosità diventa insaziabile, le sorprese e i colpi di scena innumerevoli. La capacità dello scrittore di materializzare personaggi, luoghi e sensazioni è strabiliante: personalmente, ho visualizzato tutti i protagonisti, ho udito le loro voci, ho sentito il profumo del mare, ho provato le loro paure, le loro angosce, il loro terrore. Lo stesso senso di claustrofobia diventa spettrale, insopportabile, insostenibile. Allo stesso modo, mi sono lasciata travolgere dai momenti di tenerezza, di passione, di speranza. Si percepisce concretamente la necessità insita in ogni individuo di fidarsi dell’altro, di vedere e di credere nella bontà d’animo di un’altra persona, nonostante le sofferenze, le delusioni, i dispiaceri.


Notevole l’attenzione puntata sulle figure femminili, che a mio avviso sono le protagoniste assolute di questo splendido libro: forti, per necessità; determinate, per esigenza; concrete, per indole.
Con uno stile narrativo singolare, De Marco accompagna il lettore nei meandri più oscuri della mente umana, dove tutto è possibile. Soprattutto l’inimmaginabile.
Una lettura coinvolgente e ipnotica.
Un finale pazzesco, che mi ha riportato alla mente il film “Sliding Doors”.
Un libro che consiglio vivamente!

“…I sentimenti, per lui, non dovevano per forza ammantarsi nella sacralità di quell’eterno che si dà per scontato ma che, a quanto pare, non c’è, non esiste. Non c’è mai stato e tutti lo sanno, ma lo stesso si ostinano a fingere di crederci, condannandosi alla sofferenza. Forse, stare semplicemente insieme senza le briglie di legami sanciti da formule inventate da altri era la ricetta per non lasciarsi mai…”

Mattia Lanza è lo scrittore più amato d’Italia, il più venduto, il più invidiato, il più tradotto all’estero. Ha una bella famiglia, un’agente che farebbe qualunque cosa per lui, un appartamento a New Yorke abbastanza soldi per soddisfare ogni possibile desiderio. Insomma, una vita da sogno. Fino alla sera in cui sua moglie ei loro due figli vengono massacrati. Due anni dopo quei fatti di sangue, assolto nel processo che lo ha visto unico indagato per il triplice omicidio, Mattia Lanza decide di tornare a scrivere. Per farlo, sceglie di isolarsi in una villa nascosta dalla vegetazione, sul promontorio di Punta Acqua Bella, in Abruzzo, un paradiso affacciato sul mare. L’incontro casuale con una donna, Eva, sembra riportargli sensazioni che da troppo tempo non viveva, compresa l’ispirazione letteraria. Ma il passato continua a tormentarlo: gli incubi, le visioni angoscianti, i presagi di sventura non gli danno pace. Di chi sono gli occhi che lo spiano di notte? Chi è l’inquietante anziana che lo segue ovunque vada e lo fissa in silenzio? E cosa sono gli strani oggetti che ha trovato nella casa, che sembrano rimandare a un vicino cimitero di guerra? Svelando la verità con continui colpi di scena, questo thriller di Romano De Marco indaga la complessità delle relazioni e ci mostra fin dove è disposto a spingersi l’essere umano per assecondare i propri desideri.

Romano De Marco (Francavilla al mare 1965) è responsabile safety in uno dei maggiori gruppi bancari italiani. Esordisce nella scrittura nel 2009 con il romanzo Ferro e fuoco (Giallo Mondadori 2009, ripubblicato in libreria, nel 2012, da Pendragon Edizioni). Nel 2011 esce il suo secondo romanzo Milano a mano armata per l’editore Foschi (Premio “Lomellina in giallo” 2012). A gennaio 2013 è la volta di A casa del diavolo con l’etichetta TimeCrime dell’editore Fanucci di Roma (Tradotto in spagna con il titolo En casa del diablo). È di gennaio 2014 il suo quarto romanzo Io la troverò per la collana Fox Crime Feltrinelli (Tradotto in spagna con il titolo Desaparecida). Nel 2015 pubblica altri due romanzi con Feltrinelli: Città di polvere (tradotto in spagna col titolo Ciudad de polvo) e Morte di Luna. Nel 2017 passa all’editore PIEMME (gruppo Mondadori) con il thriller L’uomo di casa che vince il premio dei lettori al Noir Fest 2017, Premio Scerbanenco. Il suo ultimo romanzo è Se la notte ti cerca, edito sempre con PIEMME (2018). Fonte immagine: fotografia concessa dall’autore.

Autore: Romano De Marco
Editore: Salani
Collana: Le stanze
Anno edizione: 2022
In commercio dal: 24 marzo 2022
Pagine: 288 p., Brossura
EAN: 9788831011341

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

Una risposta a “La casa sul promontorio di Romano De Marco”

  1. Complimenti per questa recensione che è riuscita a farmi passare oltre l’orrore iniziale per il massacro, tenendomi aggrappata alle parole che provocano intensa curiosità per una storia densa e tenebrosa ma con segnali che portano anche in altre inaspettate direzioni.
    Grazie!

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