“La cattiva stella”, di Annavera Viva

“Non è vero ma ci credo”…  Quanto siamo superstiziosi e quanto ne siamo influenzati a volte quasi inconsapevolmente?  Credulità o buona fede?  Superstizione e Fede  possono coesistere?

 

Noir a tinte gialle ambientato nel quartiere Sanità di una Napoli densa di mistero e superstizione.  Questo è il terzo romanzo di Annavera Viva  che completa (forse) quella che è stata considerata una vera e propria saga iniziata con il romanzo “Questioni di Sangue” prima, e “Chimere“, poi.  “La Cattiva Stella“, edito sempre da Homo Scrivens, può comunque essere letto indipendentemente  dai primi due.   Tre i personaggi chiave: Don Raffaele, parroco del quartiere; Don Peppino, boss camorrista dello stesso rione, e Assuntina, la perpetua.   Don Raffaele e Don Peppino, due fratelli separati alla nascita, le cui figure si delineano nei primi scritti dell’autrice, si ritrovano in età adulta con un vissuto totalmente opposto ricoprendo due ruoli “fondamentali” ma diametralmente divergenti: una sorta di Sacro e Profano, Diavolo e Acquasanta…  Tutto ruota intorno a ad un mondo fatto da maghi, cartomanti, astrologia, tarocchi, oroscopi e superstizioni, e attorno ai quali gira un intero quartiere formato dai più svariati ceti sociali.     Come ogni giallo che si rispetti non manca il delitto, ma qui non siamo davanti al classico giallo, l’omicidio arriva molto oltre rispetto all’inizio del racconto e la “scoperta” dell’assassino giunge solo alla fine.. “Il caso” su cui Don Raffaele indaga rivestendo i panni a metà strada tra un Padre Brown di nuova generazione e un popolare Don Matteo, è caratterizzato da una molteplicità di intrecci, intrighi, segreti, sotterfugi e pettegolezzi.  I pettegolezzi soprattutto, sono il pane quotidiano di Assuntina, preziosa collaboratrice dal ruolo strategico nella vita del prelato e nella risoluzione dell’indagine…. Una narrazione fluida e sapiente, ricca di suspense e colpi di scena e dove nulla è scontato fino alla fine, tiene il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina. Un romanzo che induce molto alla riflessione.  Il dualismo fede-superstizione, religione-magia, occupa da sempre un posto di “riguardo” tra la popolazione.  Basta pensare al più spicciolo oroscopo… “non ci credo ma lo leggo”, quante volte lo abbiamo sentito dire, se non detto noi stessi? E questo è un po’ il fulcro del romanzo.  La credulità e la buona fede, pur non sempre figlie dell’ignoranza, spesso incrementate dalla necessità di affidarsi a “maghi” o presunti tali, per il bisogno di essere rassicurati, per sentirsi dire che tutto andrà bene specie quando ad essere oggetto di “studio” sono le malattie o i “legami” amorosi….   Ed ecco che quindi, Sacro e Profano mescolano le carte per entrare in gioco…. la risposta di una cartomante, ciarlatana o meno, è immediata e non importa quante bugie possano essere celate; la risposta divina esige pazienza e i tempi non sono quelli frenetici e immediati, del “tutto e subito” cui siamo abituati.    L’autrice ha la capacità di proiettare il lettore in un percorso parallelo fatto di indagine personale attraverso la propria vita, il proprio vissuto e proprie credenze.  La scelta tra il bene e il male, la lotta con la propria coscienza per approdare alla verità deve compiersi attraverso la legge divina o quella umana? Fino a che punto l’uomo è “autorizzato” a spingersi per farsi giustizia? E la legge, è davvero uguale per tutti, ovunque, o esistono luoghi dove vigono le leggi della strada e quella del più forte?   Un romanzo impregnato di innumerevoli quesiti cui neppure Don Raffaele riuscirà ad esimersi o a trovare sempre una risposta, sentendo a volte il richiamo “malato” del sangue, prendere il sopravvento sulla fede che a tratti vacillerà… Una narrazione intrisa da un’atmosfera unica e particolare, tanto per le caratteristiche di personaggi dalle mille sfaccettature, quanto per il contesto in cui è inserito, dove non mancano le battute ironiche e spiazzanti che attraverso una scrittura visiva ti proiettano all’interno di quei vicoli e quelle case; ne percepisci le inflessioni linguistiche, gli odori e i colori delle strade e dei venditori ambulanti; il profumo, la fragranza e il sapore delle frolle. Tutto è tangibile al punto tale da perdere, leggendo, il contatto con la realtà e, la frenesia di capire dove si presenterà la veste talare di Don Raffaele rende difficoltoso staccare gli occhi dalle pagine che, quasi senza accorgersene, conducono rapidamente all’epilogo…  Un gran bel romanzo del quale non mi stupirebbe una trasposizione televisiva e del quale consiglio vivamente la lettura.  Unica nota da far presente qualche piccolo refuso ortografico.

Teresa Anania

 

Autore: Annavera Viva

Titolo: La cattiva stella

Editore: Homo Scrivens

Collana: Dieci

Uscita: Novembre 2018

Pagg: 256-Brossura

Prezzo:€. 15,00

Annavera Viva è nata a Galatina (Lecce) ma vive a Napoli. Con“Questioni di sangue” e  “Chimere”, edite da Homo Scrivens, le prime indagini di Padre Raffaele hanno riscosso un enorme successo di pubblico e di critica.

 

TRAMA:

Nei vicoli di una Napoli ammantata di mistero, tra fede e superstizione, Concetta Mele alias Consuelo de la Fuente manovra, con i suoi tarocchi, il destino di chi le si affida. Ma l’arte della cartomanzia, che usa cinicamente, la metterà al centro di passioni che sfoceranno nel sangue. Padre Raffaele, coinvolto nelle indagini, scoprirà tutto un mondo parallelo di maghi, cartomanti e astrologi, personaggi ai quali fanno ricorso le persone più insospettabili. Anche risolvendo il caso, però, una domanda è destinata a restare aperta: cos’è veramente la Giustizia?

 

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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