Paul Celan, il poeta che scrive per esprimere l’inesprimibile…

Il 23 novembre di 98 anni fa nasceva Paul Celan , poeta rumeno ebreo di madrelingua tedesca.  Noi lo ricordiamo con tre sue belle poesie.

 

Corona

L’autunno mi bruca dalla mano la sua foglia: siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli apprendiamo a camminare:
lui ritorna nel guscio.

Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca fa profezia.

Il mio occhio scende al sesso dell’amata:
noi ci guardiamo,
noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna.

Noi stiamo allacciati alla finestra, dalla strada ci guardano:
è tempo che si sappia!
E’ tempo che la pietra accetti di fiorire,
che l’affanno abbia un cuore che batte.
E’ tempo che sia tempo.

E’ tempo.

*****

Sentii dire

Sentii dire che nell’acqua
vi era una pietra ed un cerchio
e sopra l’acqua una parola
che dispone il cerchio attorno alla pietra.

Vidi il mio pioppo calare nell’acqua,
ne vidi il braccio tastar giù nel profondo,
e, protese al cielo, le radici ad implorar notte.

Io non gli tenni dietro,
soltanto colsi da terra quella briciola,
che ha del tuo occhio la nobile forma,
dal collo ti tolsi la collana dei motti
e ne orlai la tavola, ove adesso stava la briciola.

Ed il pioppo sparì alla mia vista.

*****

A chi sgorga il sentito dall’orecchio

A chi sgorga il sentito dall’orecchio
e scorre per le notti:
a lui
racconta ciò che hai origliato
dalle tue mani.

Le tue mani migranti.
Non hanno cercato
di afferrare la neve verso cui
crescevano i monti?
Non sono discese
nel cuor palpitato silenzio dell’abisso?
Le tue mani, le viandanti.
Le tue mani migranti.

*****

Paul Celan Pseudonimo del poeta di lingua tedesca Paul Antschel (Cernăuti, Bucovina, 1920 – Parigi 1970). I genitori, di madrelingua tedesca, morirono in campo di concentramento nazista, ed è questa la prima esperienza, legata a quella della morte di milioni di ebrei, di cui C. intese farsi testimone. Dal 1947 a Vienna; poco dopo si stabilì a Parigi, assumendo la cittadinanza francese; studioso di germanistica e glottologia, insegnò all’École normale supérieure. Morì suicida nella notte tra il 19 e il 20 aprile del 1970  gettandosi nella Senna dal ponte Mirabeau. Riassumendo in sé le suggestioni di varie tradizioni poetiche, sin dall’inizio (Der Sand aus den Urnen, 1948) ha delineato la sua personalità, spiccata nel senso d’un simbolismo talora ermetico talora surrealistico. Alla prima raccolta fecero seguito Mohn und Gedächtnis (1952), Von Schwelle zu schwelle (1955), Sprachgitter (1959), DieNiemandsrose (1963),  Atemwende (1967), Fadensonnen (1968), Lichtzwang (1970), Schneepart (post., 1971), Zeitgehöft (post., 1976). Le spoglie di Celan oggi dimorano nel Cimitero parigino di Thiais.

Teresa Anania

 

 

Fonte Biografica: www.treccani.it

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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